Ginecologia

Ginecologia - Ecografia Ostetrico Ginecologia - Endoscopia Ginecologica

Il tuo Ginecologo a Roma

La vita biologica della donna è scandita da diversi momenti che devono essere accuratamente monitorati ed eventualmente assistiti per garantirne il completo benessere.
Presso lo studio polimedico si potrà eseguire sia la visita di base, sia il Pap Test, sia tutte le più diverse ecografie di base e durante la gravidanza per assistere il consolidamento e la normale crescita del feto.
Particolare attenzione verrà rivolta alla diagnosi precoce delle neoplasie di questo distretto che affliggono ancora il sesso femminile.

Le Responsabili della specialistica ginecologia sono la D.ssa Assunta Casorelli e la D.ssa Flaminia Gallegati.

ISTEROSCOPIA

L’endoscopia ginecologica si avvale inoltre dell’isteroscopia che attraverso l’utilizzo del più moderno sistema mininvasivo dotato di piccolo diametro garantisce l’esecuzione dell’esame in modalità indolore.
L’esame diagnostico in alcuni casi selezionati dal medico potrà essere corredato dalla rimozione di frammenti di mucosa e/o rimozione di lesioni aggettanti nel lume per la loro conseguente definizione istologica.
ll referto endoscopico sarà sempre corredato dalle principali e significative immagini registrate durante la procedura, in modo la garantire la massima leggibilità ed interpretazione da parte di altri medici e/o specialisti.

COLPOSCOPIA

La colposcopia è un esame durante il quale si osservano il collo dell’utero e la vagina con uno strumento (il colposcopio) che ne ingrandisce molto l’immagine, consentendone un’osservazione accurata.

Come si fa la colposcopia?

Si introduce lo speculum, come per fare il Pap test, poi si pulisce il collo dell’utero con una garza e lo si osserva con il colposcopio; generalmente durante la colposcopia si usano delle sostanze che colorano il collo dell’utero in modo diverso, consentendo di evidenziare meglio eventuali zone alterate.  L’aspetto fastidioso della colposcopia è che per tutta la durata dell’esame (circa 10 minuti) lo speculum resta in vagina e questo generalmente è sgradevole. E’ utile non contrarre i muscoli della vagina e cercare di rilassarsi.

Chi deve fare la colposcopia?

Vengono inviate a fare quest’esame le donne che hanno un’alterazione del Pap test o HPV test. In questi casi si osserva accuratamente il collo dell’utero, si evidenziano con i coloranti le zone alterate e se necessario si esegue un piccolo prelievo di tessuto che verrà esaminato, per vedere di che tipo di alterazione si tratta. Questo prelievo generalmente non è doloroso e non richiede anestesia.

A volte vengono inviate per la colposcopia anche donne con Pap test normali, ma che hanno alterazioni visibili ad occhio nudo, oppure con perdite di sangue o particolari infezioni vaginali.

Come per il pap test occorre non aver avuto rapporti e non aver usato sostanze endovaginali da almeno due-tre giorni, è meglio non essere menstruate. Il giorno dell’esame occorre portare tutta la documentazione che si possiede, l’impegnativa del medico curante o del ginecologo, eventuali lettere di dimissioni di interventi precedenti, terapie fatte, i Pap test e tutto quello che può avere a che fare con l’apparato genitale, oltre alla data dell’ultima mestruazione.

Quali sono I controlli successive?

Dopo la biopsia si possono avere delle perdite di sangue che cessano senza alcuna terapia, oltre a delle perdite marrone scuro dovute ai coloranti usati. Se l’esame colposcopico è negativo e non viene fatta alcuna biopsia il referto viene consegnato immediatamente alla donna; se invece si eseguono dei prelievi bioptici occorrerà tornare in seguito a ritirare le risposte, che verranno consegnate dal medico in ambulatorio, insieme alle eventuali terapie necessarie. E’ auspicabile che a ritirare l’esame istologico si presenti la paziente stessa, in modo da poterle spiegare di che cosa si tratta e che terapia deve fare. Fino a che si hanno perdite di sangue è consigliabile evitare i rapporti e le lavande interne.

Sonoisterosalpingografia

È un esame ecografico transvaginale che consente di valutare la pervietà tubarica e l’interno della cavità uterina.

L’effettuazione della sonoisterosalpingografia prevede, dopo posizionamento di speculum in vagina, l’inserimento di un catetere plastico sterile monouso all’interno dell’utero attraverso cui viene introdotto un mezzo di contrasto (es.: soluzione fisiologica sterile e aria). Questa fase dell’esame viene poi seguita da un’ecografia transvaginale per la valutazione diagnostica.

Quali sono le indicazioni?

È un esame che viene indicato in caso di sterilità di coppia, sospetto di impervietà tubarica indotta da varie condizioni patologiche o per verifica di una occlusione tubarica (es. dopo legatura delle tube stesse), sospetta patologia endocavitaria, sanguinamenti uterini anomali in pre e post menopausa, riscontro ecografico di lesioni o ispessimenti focali o diffusi dell’endometrio, o una valutazione insoddisfacente dell’endometrio con l’ecografia transvaginale.

Quali sono gli obiettivi della metodica

Attraverso tale esame è possibile valutare la pervietà tubarica e identificare e/o escludere patologie uterine endocavitarie.

L’esame è effettuabile in tutti i casi?

Costituiscono controindicazioni assolute all’esame: gravidanza o sospetto di gravidanza, una malattia infiammatoria pelvica, la presenza di una sactosalpinge mono/bilaterale, perdite ematiche dai genitali, tumori maligni dell’apparato genitali, patologie cardiache o respiratorie che possono dare gravi complicazioni in caso di riflessi vagali; costituiscono controindicazioni relative le infiammazioni acute ginecologiche (vaginiti, cerviciti, endometriti). L’indagine non è effettuabile in una percentuale di casi compresa tra lo 0 e il 10% per stenosi cervicale severa, che impedisce l’inserimento del catetere, insufficienza cervicale, patologie uterine che impediscono il corretto inserimento del catetere (miomi, malformazioni uterine, ecc.), insorgenza, in corso di esame, di dolore pelvico e/o reazioni vagali che inducono a sospendere l’esame.

È un esame che richiede una particolare preparazione?

Esso viene effettuato, previa esclusione di eventuali condizioni che ne controindichino l’esecuzione, dopo le mestruazioni (dal 7° al 12° giorno del ciclo mestruale). Non esistono attualmente evidenze scientifiche che indichino la necessità di effettuare sistematicamente una premedicazione con FANS e/o antibioticoterapia prima o dopo l’indagine o di eseguire un esame colturale cervico-vaginale prima dell’esame.

È un esame doloroso? Può presentare complicazioni?

Tale metodica presenta un’ottima tollerabilità nella maggior parte delle pazienti. Gli effetti collaterali hanno un’incidenza che varia dal 5 al 10% dei casi e possono essere caratterizzati da dolore pelvico, sudorazione, nausea, vomito, bradicardia o lipotimia che possono insorgere in corso d’esame o subito dopo. Sono comuni scarse perdite ematiche vaginali dopo l’indagine, generalmente di breve durata. Le complicazioni sono rare e consistono in febbre (che può risolversi spontaneamente ma che a volte può richiedere antibiotico-terapia), infiammazione o infezione pelvica, peritonite). In una bassa percentuale dei casi (0,5%) può essere necessario un ricovero ospedaliero.

È un esame diagnostico che ha dei limiti?

L’accuratezza diagnostica, stabilita mediante confronto con altre metodologie di indagine (cromosalpingografia laparoscopica, isterosalpingografia) è di circa l’85%. Alcune condizioni anatomiche (es. retroversione uterina, decorso anomalo delle tube, patologie uterine o annessiali) o fattori tecnici possono ridurre l’accuratezza diagnostica. L’accuratezza diagnostica è buona ma non assoluta per la diagnosi di patologie focali (polipi, sinechie, miomi). In caso di esito positivo o dubbio dell’indagine può rendersi necessario un approfondimento mediante ulteriori indagini (es. isteroscopia, biopsia).

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